Soft Power: l'Italia 11a nel mondo

Soft Power: l’Italia 11a nel mondo

Soft Power: l’Italia 11a nel mondo.

Il soft power in Italia una disciplina relativamente nuova, sostanzialmente fuori dai radar di analisti politici e accademici mainstream.

Tradurre “soft power” in italiano riscia di essere un esercizio fuorviante. Il potere “soft” come categoria politica è oggi al centro della discussione accademica. Inoltre, al livello della promozione dei sistemi accademici di molti Paesi gli investimenti sono ingenti. Ad esempio, si vedano le spese sostenute British Council o da altre agenzie di promozione globale per avere un raffronto.

C’è un ranking internazionale dove l’Italia sta guadagnando terreno, e questo è il softpower30.com. Questa classifica riporta i 30 paesi più riconosciuti a livello globale per quanto riguarda il soft power. Anche se sono presenti altri ranking globali che misurano il sofr power, Softpower30 è forse il più riconosciuto perché può contare sulla presenza del prof. Joseph Nye, che ha coniato il termine soft power.

Soft Power: l’Italia 11a nel mondo nel 2019, una posizione in più.

Tra i vari indici, l’Italia si sta comportando bene in #engagement (7º) e #culture (6º), e arriva (ascolta, ascolta) 1º sui dati di polling (#cuisine, #liveability, #luxurygood e simili).A livello mondiale, il soft power in Italia è al 13º posto nel l’indice del l’istruzione, costituito da una serie di sotto indicatori (PISA, Times Higher Education, spesa in % del PIL e numero di studenti internazionali per paese, tra gli altri).

Un risultato davvero impressionante, dato che il soft power è sicuramente uno dei componenti della dimensione internazionale di un paese.

Scarica qui il report 2019 di Portland.

 

Photo by Jonathan Bean on Unsplash

3 Responses

Add a Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *