La promozione del sistema-paese: Uni-italia (Italia)
La peculiarità del sistema di promozione dell’università italiana è che è organizzato in modo binario.
Da un lato esiste un’agenzia, Uni-italia, che è un’associazione privata e come tale giuridicamente distaccata dal governo, anche se il suo sito operativo è collocato all’interno dell’edificio del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione (MAECI). La sede legale, però, è situata a Milano, presso il principale think-tank italiano sugli affari esteri, ISPI.
Dall’altro, c’è il portale dello Study in Italy, coordinato dal MAECI stesso, il cui sito web è integrato nel portale del ministero (Study in Italy: 2020).
Study in Italy è un classico portale istituzionale, pensato per fornire informazioni su corsi, borse di studio, tasse e procedure di iscrizione. A differenza di altri portali simili, apparentemente dietro l’iniziativa Study in Italy, non esiste un’organizzazione operativa strutturata per il marketing internazionale della formazione terziaria. Questo ruolo pertiene a Uni-italia.
Uni-italia
Anche se la scarsa pagina dedicata del Ministero degli Esteri riporta link a Uni-italia e ad altri stakeholder (MAECI: 2017), questo non è il caso dell’iniziativa Study in Italy, che quindi sembra in qualche modo distaccata dalle altre. Parallelamente, il MAECI riconosce pienamente l’importanza della promozione internazionale dell’istruzione terziaria del Paese: “La promozione all’estero del sistema italiano di istruzione superiore è, senza dubbio, una forza trainante per lo sviluppo economico dell’Italia, a causa dell’impatto diretto e indiretto che un più elevato livello di internazionalizzazione degli istituti di istruzione superiore italiani avrebbe sull’insieme del Brand Italia” (MAECI: 2017).
Uni-italia è stata fondata nel 2010 “congiuntamente dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, il Ministero dell’Interno [con] l’obiettivo di promuovere l’istruzione superiore italiana e la mobilità di studenti e ricercatori stranieri verso le università italiane, nonché di incoraggiare la cooperazione accademica tra l’Italia e altri paesi stranieri” (Uni-italia: 2020).
L’Associazione mantiene filiali in diversi paesi, tra cui Cina, India, Indonesia, Iran e Vietnam: i suoi uffici operativi si trovano all’interno delle sedi delle ambasciate all’estero. L’agenda di Uni-italia è definita dal suo Consiglio, composto da 7 membri, 3 dei quali nominati ciascuno dal MAECI, dal Ministero dell’Interno e dal Ministero della Pubblica Istruzione.
Dal punto di vista procedurale, la nomina del Presidente e del Segretario Generale non è riportata sul sito web, né Uni-italia è inserita in uno degli organigrammi dei tre ministeri citati.
Il ministero degli Esteri e della Cooperazione
Il documento ufficiale “Strategia per la promozione internazionale dell’istruzione superiore 2017/2020“, diffuso congiuntamente nel 2017 dal MAECI e dal ministro dell’Università (MAECI-MIUR: 2017), rappresenta una chiara enunciazione di ciò che dovrebbe essere la politica estera dell’istruzione superiore italiana, comprendente un elenco ristretto dei principali obiettivi geografici (Cina, India, Stati Uniti, Messico, Israele, Argentina, Iran, Etiopia) e un ulteriore elenco di altri 26 paesi.
Sebbene non fornisca un obiettivo chiaro in termini di quanti studenti il sistema dovrebbe reclutare ogni anno, lo stesso documento afferma che “È tempo che l’Italia rafforzi la propria struttura di sostegno alla promozione all’estero del proprio sistema di istruzione superiore, seguendo l’esempio di altri paesi (come la Germania con il DAAD, il Regno Unito con il British Council, ecc.) ritiene che le decisioni strategiche debbano rimanere nelle mani del […] MAECI e del ministero dell’istruzione (MAECI-MIUR: 2017). Questa struttura di sostegno, denominata “Uni-italia 2.0”, dovrebbe essere il più possibile autofinanziata e in grado di richiedere e segnare i fondi UE, se disponibili.
The Società Dante Alighieri
Un vero motore di internazionalizzazione della cultura italiana nel suo complesso, e quindi anche del settore dell’istruzione superiore, è la Società Dante Alighieri, fondata nel 1893 con lo scopo di promuovere la conoscenza della cultura e della lingua italiana nel mondo. Oggi, l’associazione educa annualmente più di 120.000 studenti, attraverso una rete di 401 comitati, e 300 biblioteche, sparse in tutto il mondo (Società Dante Alighieri: 2020). Dante Alighieri è indipendente da Uni-italia, e da MAECI, a cui è comunque legato attraverso un accordo operativo. Scarse sono le testimonianze della visione di Dante Alighieri come strumento di soft power, anche se la menzione dell’identità nazionale viene fatta sul suo sito web.
Il modello italiano, in cui anche l’associazione dei rettori (CRUI) svolge un ruolo chiave, soprattutto come think-tank, può essere descritto come un “pluralismo contrattato“, in quanto da un lato descrive chiaramente l’interesse della nazione per l’internazionalizzazione del suo sistema informatico, e la promozione delle sue università all’estero, dall’altro, non riesce a individuare quale ministero abbia la leadership, e soprattutto a concedere a Uni-italia (o Uni-italia 2.0) i fondi necessari per “seguire l’esempio di altri paesi”.
Infine, non vi sono prove evidenti di un dibattito nazionale sul soft power, e ancor meno sui legami tra soft power e internazionalizzazione del sistema universitario. Detto questo, il Paese raggiunge dei risultati notevoli nell’indice softpower30 (nel 2019 era in 11a posizione a livello globale), anche se uno degli indicatori su cui potrebbe essere necessario investire appare, esattamente, quello dell’istruzione universitaria (14º a livello globale).
Lo studio completo sulle agenzie di internazionalizzazione è disponibile qui.

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