Soft Power: beneficia dell’internazionalizzazione del sistema universitario di un Paese?
In che modo l’istruzione internazionale si collega alla politica internazionale e quanto sono importanti le agenzie controllate dallo Stato nella promozione internazionale dei progetti culturali di un paese?
Il libro prende in esame 20 agenzie nazionali per la promozione dell’istruzione universitaria. Da quella US a quella UK, da quella cinese a quella russa, passando per quella tedesca, francese, e italiana, fra le altre.
Quello che emerge è innanzitutto una disparita di finanziamento. Vi sono esempi di agenzie il cui budget annuale sorpassa i 100 milioni di euro. Diverso è inoltre il “committment” delle istituzioni statali coinvolte. Ad esempio, il Presidente Francese Emmanuel Macron si è speso direttamente per la buona riuscita del programma di Campus France.
E l’ex Segretario di Stato americano, Mike Pompeo, ha criticato le università che vantano rapporti troppo stretti con la Cina.
Qual è la situazione in Italia? L’agenzia nazionale, Uni-italia, come molte realtà italiane è stata descritta come avere un problema di due tipi. Da una parte, appare sotto-finanziata. Dall’altra, pare non ancora aver ricevuto un pieno imprimatur politico.
Questo lavoro mira a evidenziare i solidi, anche se raramente percepiti come significativi, legami tra soft power e istruzione internazionale, non da ultimo nella sua capacità di fonte di ricchezza per i paesi che promuovono, pubblicizzano e commercializzano a livello internazionale il loro sistema di istruzione superiore.
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[…] In this context, the “Study in” initiatives are designed to foster the interest of international students and educators on a country’s higher education opportunities. And ultimately to nurture a country’s soft power. […]
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[…] Lo studio completo sulle agenzie di internazionalizzazione è disponibile qui. […]