In crescita i laureati italiani che lasciano il Bel Paese: + 6% rispetto al 2017, e oltre 29.000 in totale.
Secondo i dati del report sull’immigrazione dell’Istat, l’Istituto Italiano di Statistica, le cancellazioni anagrafiche (= coloro i quali sono stati depennati dalle liste anagrafiche di un comune italiano) per l’estero nel 2018 sono state 157.000.
Di queste, quasi tre su quattro riguardano emigrati italiani (117 mila, +1,9%). I rimanenti sono immigrati stranieri che hanno fatto rientro nel loro Paese di origine.
Ciò che preoccupa è la qualifica di coloro i quali decidono di trasferirsi all’estero. Sempre nel 2018, il 53% di chi se ne è andato è in possesso di un titolo di studio medio-alto. Oltre 33mila i diplomati, e addirittura 29.000 i laureati.
Rispetto al 2019 i diplomati e i laureati emigrati sono in aumento (rispettivamente del +1% e del +6%). Siamo in presenza di un continua emorragia che non è contrastata dall’incremento, lievissimo, di studenti internazionali che conseguono il titolo di studio in Italia.
Purtroppo, pochi di questi ultimi decidono di costruire nel nostro Paese la loro carriera dopo la laurea.
A parto il danno economico (è il contribuente italiano che sostiene la più gran parte dei costi per agevolare gli studi dei giovani italiani nelle università italiane), senz’altro un duro colpo al soft power della Penisola.

[…] è quello di aumentare la propria capacità di trattenere sul proprio territorio i laureati internazionali, dopo che hanno conseguito la […]
[…] perché neanche una buona laurea garantisce un posto di lavoro nella loro città […]
[…] immediata a strutture pubbliche o private. In un momento in cui un diploma universitario non concede di per sé un posto di lavoro, questo fattore non deve essere […]
[…] è sia tra i Paesi che inviano più studenti all’estero (11º globalmente) che tra quelli che ospitano più studenti […]