Studenti del primo anno in calo del 3% in Italia in questo anno accademico
Gli studenti universitari del primo anno sono diminuiti del 3% in questo anno accademico, riporta il quotidiano italiano Corriere della Sera. Sebbene i numeri non siano ancora definitivi, il sistema accademico italiano sarà comunque colpito dal calo degli studenti immatricolati nell’a.a.. 2021/2022.
“L’anno scorso – inaspettatamente e nonostante le difficoltà di Covid e DAD – si erano iscritti ad un corso di laurea 330.898 dei 463 mila diplomati delle scuole superiori , più il cinque per cento rispetto al 2019 (313.141 matricole).
“Già nel gennaio 2021, i dati forniti dalle università indicavano 317.282 matricole. Oggi alla stessa data le matricole sono solo 306.763 su 469 mila diplomati dello scorso luglio.
“Questi dati, compilati dall’Ufficio di Statistica del Ministero e saranno consolidati tra qualche mese, «fotografano una sostanziale tenuta di iscrizioni in relazione al fattore straordinario della pandemia», secondo il ministro Cristina Messa, anche se, Essendo il nostro paese in coda in Europa, proprio sul numero di laureati, indicare la necessità di interventi mirati. Sono soprattutto le università delle Isole ( -7%) e dell’Italia centrale (-4%) a perdere studenti: può essere anche un aggiustamento rispetto allo scorso anno, quando, nonostante il Covid, le iscrizioni erano cresciute soprattutto nelle università più piccole.
La notizia positiva riguarda le studentesse che si iscrivono alle discipline STEM, tradizionalmente un tallone d’Achille del sistema di istruzione terziaria italiano. + 3,37% in ingegneria e +16,3% in informatica. Sebbene le studentesse rappresentino ancora solo un sesto della popolazione complessiva nelle discipline STEM, tuttavia la tendenza sembra adattarsi nel periodo più lungo.
Al contrario, le lingue straniere, l’economia, la veterinaria e gli studi educativi registrano risultati negativi.
Il calo di questo 2021/22 segna il primo risultato negativo di un trend di iscrizioni universitarie che dal 2014 era in lenta crescita: ‘questi dati possono essere utili come base per valutare gli effetti degli investimenti che stiamo facendo nei prossimi anni, in particolare grazie al PNNR (Piano di recupero e resilienza promosso dall’UE), che darà nuova forza al diritto allo studio, con l’aumento delle borse di studio e delle residenze universitarie”, riferisce il ministro dell’Università Cristina Messa.
Al momento di scrivere questo post, non è ancora chiaro se gli studenti internazionali sono cresciuti o meno questo anno accademico, un fattore sempre più determinante, data la tendenza generale.
Photo by Nathan Dumlao on Unsplash

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